Pensieri...
Non festeggiamo la donna, celebriamo la femminilità nel suo potere creativo e nelle sue peculiarità. Celebriamo il femminile ma anche il maschile insieme, in quanto espressioni differenti di una stessa meravigliosa natura umana, diversi e complementari, fatti per collaborare alla vita, ognuno con i propri doni.
Desidero che le donne arrivino a vivere l'appartenenza al genere con collaborazione, scambio, confronto e conforto reciproco. Al contrario spesso c'è invidia, competizione, isolamento. Cancelliamo dal nostro vocabolario etichette e insulti come puttana o gatta morta, cessa o gnocca, valutiamo l'essere umano che abbiamo di fronte per quello che fa e dice, non con categorie superficiali di una cultura maschilista e dai falsi miti.
La donna, ancora oggi, sembra far dipendere la propria identità e valore dallo sguardo dei maschi che ha intorno. Tutto va nella direzione del piacere a tutti i costi, tirando fuori le unghie per difendere l'appartenenza a uomini che, troppo spesso, la sviliscono anziché arricchirla.
Bisogna educare le bambine (e anche i bambini) a conoscere sé stesse, a sperimentare chi sono, a esprimersi per stare bene, non per ricevere più sguardo compiaciuti. Devono sentire di potersi difendere, che c'è una rete sociale che le tutela e le accoglie nel loro modo di essere. Basta alla cultura della paura, dell'essere guardinghe perché c'è sempre uno sguardo di troppo o una mano che si allunga, un complimento che va oltre il limite della molestia. Basta sentirsi deboli perché il potere della forza fisica e la minaccia di violenza prevalgono su diritti e rispetto umani. Smettiamo di fornire ideali stereotipati che limitano le potenzialità e le incanalano a discapito dei talenti di ognuna.
Ogni aspetto della quotidianità rischia di essere una violenza, non esiste solo quella fisica di un maschile abusante, consideriamo anche la violazione della libertà di esprimersi come persone oltre che donne.
L'ideale mediatico di dea di bellezza ma anche dolcezza e sensualità insieme, se possibile;
le restrizioni di diete che ci permettano di entrare in vestiti cool e scarpe troppo alte e scomode che dobbiamo sopportare per essere belle, eleganti e alla moda;
la fatica nel trovare una posizione lavorativa dovendo urlare continuamente la propria capacità e aggredendo per non farsi schiacciare;
la continua pressione sociale sulle proprie scelte di vita privata: non hai ancora figli, sbrigati che il tempo stringe! Perché hai fatto figli se volevi fare carriera? Perché hai scelto la carriera e non la maternità? Ah, non sei sposata? Sei single? Chissà come ti diverti... rovina famiglie... zitella acida.
L'obbligo al prendersi cura: dei genitori, dei figli, del partner, della casa (sarà mica in disordine e sporca!) a costo di dimenticarsi di sé, ma i sensi di colpa sono peggio del trascurare se stesse.
Ciò che è più preoccupante è che spesso siamo proprio noi donne a sostenere questo tipo di mentalità. Pensiamoci.
La speranza arriva da una generazione di donne più libere e consapevoli, che si afferma con forza e dolcezza ogni giorno portando l'esempio di una femminilità nuova e più rispettosa della nostra natura.
A queste donne il mio grazie e il mio rispetto, a tutte quante l'augurio di affrancarsi dai troppi condizionamenti e doveri per vivere più leggere e in armonia.
A voi uomini che siete arrivati in fondo a questa nota, prendetevi la responsabilità di affiancare le donne in questo percorso che porta alla crescita di entrambi gli universi. Senza il vostro contributo, il vostro amore e rispetto non sarà possibile.
venerdì 9 marzo 2018
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