La psicoterapia utilizza la parola e il pensiero come strumenti di cura. A questi fondamentali si possono poi associare ulteriori metodologie come, ad esempio, l’ipnosi, le tecniche di rilassamento o immaginative. In ogni caso si parte sempre e comunque dalla persona e dal racconto che fa di sé.
Quasi tutti gli approcci terapeutici prevedono dei colloqui iniziali, chiamati colloqui di consultazione, che hanno come obiettivo la comprensione delle problematiche della persona che si rivolge a noi, delle difficoltà ma anche delle risorse e dei desideri. Si indaga la storia passata, lo stato attuale e le aspettative future con un’attenzione particolare alle relazioni e ai legami affettivi. Questi primi incontri sono fondamentali perché permettono al terapeuta di inquadrare la richiesta di aiuto e le modalità di intervento, e consentono al paziente di cominciare a familiarizzare con il metodo e con la figura del terapeuta. Al termine della consultazione si fa il punto della situazione, mettendo in luce ciò che è emerso.
Il terapeuta darà un’indicazione rispetto alla necessità di procedere e al tipo di intervento necessario (durata, frequenza, approccio). Naturalmente il paziente viene fatto partecipe di tutto questo perché starà a lui decidere se avviare il percorso proposto dal professionista nei termini suggeriti. Inoltre è importante che ci sia una condivisione degli obiettivi e delle modalità di lavoro che si adotteranno. Il paziente è libero di decidere se continuare o meno il percorso e di interromperlo; è sempre comunque opportuno concordarlo con il terapeuta per capirne bene le motivazioni e poter chiudere il lavoro fatto insieme nel migliore dei modi.
Se la persona non è convinta del percorso diventa più difficile lavorare insieme per il suo benessere perché non si instaura il clima di fiducia e collaborazione necessario ad una psicoterapia. Quando si avvia la psicoterapia vera e propria è richiesta costanza nella frequenza (di una o due volta le settimana) fondamentale per permettere a paziente e terapeuta di lavorare in modo regolare e continuativo. Infatti processi mentali, pensieri e vissuti, hanno bisogno di questa impostazione per cominciare ad evolversi e ad essere elaborati.
È necessario sapere di avere un posto fisso che abbia la funzione di un contenitore sicuro in cui poter far emergere tutto ciò che si vive e si pensa. Apparirà chiaro che intraprendere una psicoterapia significa prendere un impegno con se stessi prima di tutto, per garantirsi uno spazio di riflessione, crescita e cambiamento accompagnati da un terapeuta. In realtà è necessario sperimentarlo per poter capire fino in fondo cosa significhi lavorare su di sé, e per quanto impegnativo possa essere, ci si rende subito conto di quanti benefici se ne possano trarre.
martedì 6 aprile 2010
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