"Se cerchi una mano disposta ad aiutarti,inizialmente cercala alla fine del tuo braccio. Se la utilizzerai bene anche con gli altri, tutti vorranno stringerla"
Il libro che proponiamo va un po’ controcorrente.Innanzitutto perché parlare di gruppi in un tempo in cui le relazioni si sfilacciano e si fanno più virtuali che reali può sembrare un classico da remainder.Poi perché proporre i gruppi come “Proposte per esperienze di benessere” (questo è il sottotitolo) può risultare molto velleitario, visto che nei gruppi solitamente si litiga, si accumula stress, ci si divide o ci si sente schiacciati dalla presenza di leader forti, caparbi, troppo o troppo poco democratici o egoisti. Potete anche non crederci ma il gruppo/famiglia, o il gruppo/condominio o il gruppo/classe o il gruppo/collegio docenti o il gruppo/team di lavoro, o gruppo/associazione parrocchiale piuttosto che il gruppo/movimento politico o sociale, possono diventare delle eccezionali esperienze di benessere e di cambiamento sociale. Il gruppo è infatti il luogo in cui si incrociano storie, culture, destini. Nei gruppi bisogna solo So-stare, sperimentare il pensiero che porta la parola io-tu, io-noi, sottolineando contemporaneamente la fragilità dei legami, le ragioni di ognuno e il necessario confronto continuo e incessante. Questo libro è un vero e proprio manuale che introduce e accompagna tutti all’esperienza del gruppo, scritto a più mani e curato da Barbara Rossi. Consigliato a chi? A chiunque guidi un gruppo di qualsiasi natura. A chiunque, facendone parte, vuole magari invertire la rotta e rianimare le stanche dinamiche di gruppo.
Ricorrere all’aiuto di uno specialista della psiche è ancora visto in modo non positivo da molte persone. Alcuni ritengono che vi ricorra solo chi ha seri problemi mentali, altri non pensano sia una professione “seria” ma un po’ ai limiti della magia. C’è poi chi non crede che un altro lo possa conoscere e capire più di quanto non si conosca lui stesso o di quanto lo comprendano i suoi cari. Esiste anche la paura di venire manipolati e costretti a fare qualcosa contro la propria volontà, oppure il timore di scoprire chissà quali verità su se stessi. Alcuni di questi pensieri possono sembrare strani o esagerati, in realtà sono reali, false credenze che impediscono di chiedere aiuto per risolvere situazioni di vita difficili che disturbano la serenità. Tali idee derivano dalla non conoscenza di ciò che significa andare da uno psicologo, o da una conoscenza parziale basata magari sulle rubriche dei settimanali o su interventi in televisione. Cerchiamo di fare chiarezza sulle diverse figure che si occupato della “salute mentale” e sui motivi che possono portare una persona a ricorrervi. Una distinzione fondamentale, ormai abbastanza acquisita, è tra psichiatra e psicologo. Lo psichiatra è laureato in medicina e ha svolto la specializzazione in psichiatria. Tende a curare stati mentali che portano a sviluppare sintomi importanti con i medicinali. Ci si rivolge allo psichiatra in caso di depressione, ansia, fobie, attacchi di panico per alleviare i sintomi causati da tali malesseri. Lo psichiatra cura anche i casi cosiddetti gravi: psicosi, deliri, schizofrenia… dove la persona perde la capacità di rimanere collegato alla realtà o di interpretarla in un modo corretto. A volte lo psichiatra usa anche un approccio psicoterapeutico e, oltre a dare farmaci, svolge colloqui costanti con il paziente. Lo psicologo ha la laurea in psicologia e per praticare la professione deve essere iscritto all’Ordine degli Psicologi (www.psy.it). Troviamo lo psicologo scolastico, di comunità, lo psico-oncologo, lo psicologo sportivo, del lavoro, esperto nella tutela minori, neuropsicologo… La psicologia ha differenti settori in cui ci si può specializzare ma è la psicologia clinica che si occupa della cura del paziente. Però lo psicologo clinico può svolgere solo colloqui e test, non psicoterapie. Infatti per poter svolgere psicoterapie o psicoanalisi (percorsi di valutazione e cura) è necessario frequentare una specializzazione di altri quattro anni dopo la laurea quinquennale. Questa formazione ulteriore consente anche di scegliere diversi orientamenti teorici: psicoanalitico, cognitivo-comportamentale, sistemico-famigliare, strategico ecc. La psicologia studi i processi mentali, le strutture cognitive ma anche le sensazioni e le emozioni, i sentimenti. Tutto ciò che determina i comportamenti delle persone. In linea di massima esistono dei meccanismi e delle modalità che si ripetono e che possono farci comprendere persone anche molto diverse tra loro. Sappiamo come si sviluppa una persona, ciò di cui ha bisogno per realizzarsi al meglio e come reagisce a determinate esperienze e stimoli. Questo permette di valutare se nella crescita e nelle esperienze avute ci sono state delle mancanze o se si sono instaurati meccanismi particolari o percorsi devianti rispetto alla norma. Tutto ciò influenza il modo in cui interpretiamo la nostra realtà, il modo in cui viviamo affetti e relazioni, come reagiamo a situazioni stressanti o difficili ecc… Lo psicologo psicoterapeuta aiuta la persona a rendersi consapevole di tutto ciò, capire i propri meccanismi e dinamiche e a lavorare su di essi per migliorare il proprio equilibrio. Come? Lo scopriremo al prossimo appuntamento!