
"Biblioterapia: lettura come benessere"... sono felice di presentare questo testo di recente edizione che contiene anche contributi scritti da me. Propone un percorso semplice e vario che rappresenta una riflessione sulla lettura e le sue molteplici potenzialità. Di seguito riporto la quarta di copertina. Buona lettura!
“L’invito che rivolgiamo ad ogni lettore è di accostarsi alle pagine che seguono come all’ingresso di un laboratorio nel quale sperimentare, mescolando ingredienti, suggerimenti, riflessioni che possano contribuire ad alimentare la ricerca.”
Questo libro è molto più che un invito alla lettura. Si ripropone di offrire uno spaccato della complessità dei processi psicologici coinvolti nella lettura. Per alcuni leggere è fonte di grande ricchezza, per altri una perdita inutile di tempo. Ma leggere è soprattutto pensare, è collegare idee con immagini, emozioni, sensazioni, parole... ed è compiere un percorso interiore.
Mentre leggiamo un buon romanzo, inaftti, generiamo invariabilmente un’identificazione con un personaggio della storia. Quella identificazione fa sommare la mia storia alla sua, le sue emozioni alle mie, in un turbine emotivo nel quale il lettore è parte attiva.
Il termine “biblioterapia”, coniato da pochi anni, viene sempre più usato con vari significati. Tra i tanti indica l’utilizzo della lettura come strumento di crescita personale, o anche l'utilizzo di libri durante una terapia come strumento terapeutico. Le pagine di questo libro accompagnano e introducono il lettore in un percorso in cui si sciolgono i significati della biblioterapia nella sua accezione psicologica, psicoanalitica e formativa, con particolare riferimento all'autobiografia.
Proprio come avveniva per il teatro greco, anche oggi con il romanzo, il teatro e il cinema ci serviamo delle storie degli altri per ritrovare il bandolo della nostra, per riprenderne il senso, per riconoscere le emozioni, per seguire il filo delle relazioni.
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